Rebranding aziendale: cosa insegna il caso TheFork a chi fa impresa
Timeer Digital Studio ·

Un rebranding aziendale ti sembra un lusso da grandi marchi o un rischio che è meglio non correre? Ti capiamo. Cambiare logo, colori e modo di parlare fa paura: e se i clienti non ti riconoscono più? Eppure a volte restare fermi costa di più. Per capire come si fa bene, guardiamo un caso che conosci di sicuro, soprattutto se lavori nella ristorazione: TheFork.
Il 22 giugno 2023 la piattaforma di prenotazione di ristoranti ha presentato il suo nuovo marchio. Non un ritocco: una nuova identità, pensata e lanciata con metodo. Te lo spieghiamo in breve, e poi vediamo cosa puoi portarti a casa.
Che cos’è un rebranding aziendale e quando serve?
Un rebranding aziendale è il processo con cui un’azienda rinnova la propria immagine di marca per allinearla a ciò che è diventata. Serve quando il marchio che hai non racconta più l’azienda che sei.
Succede più spesso di quanto pensi. Apri l’attività, fai un logo in fretta, passano gli anni. Nel frattempo sei cresciuto, hai cambiato clienti, servizi, ambizioni. E il tuo marchio è rimasto quello del primo giorno.
Attenzione, però: rebranding non vuol dire solo logo nuovo. Vuol dire rivedere tutta la brand identity: simbolo, caratteri, colori, immagini, tono di voce. Il caso TheFork lo dimostra bene.
Perché TheFork ha cambiato logo nel 2023?
TheFork ha cambiato logo per mettere in evidenza la propria evoluzione e la propria crescita. Facciamo un passo indietro: la piattaforma è nata nel 2007 e permette di cercare e prenotare un tavolo in migliaia di ristoranti nel mondo.
Al momento del rebranding i numeri erano questi:
- 55.000 ristoranti partner
- 12 paesi coperti
- 20 milioni di visitatori al mese
Numeri da leader, che avevano bisogno di un marchio all’altezza. L’agenzia DesignStudio, che ha curato il progetto, parla di un’identità studiata «per creare consapevolezza e pertinenza».
E qui c’è il primo dettaglio interessante. Il nuovo marchio non parla a un solo pubblico, ma a tre: clienti, ristoratori e dipendenti. Tre persone diverse, con esigenze diverse, che devono riconoscersi nello stesso brand. Quante volte, quando pensi al tuo marchio, pensi anche a chi lavora con te?
Cosa significa il nuovo logo di TheFork?
Le tre punte del nuovo logo rappresentano i tre pilastri della missione di TheFork: riunire le persone, nutrire lo spirito e promuovere la cultura della ristorazione. Tutto parte da un’idea semplice: «Le cose migliori della vita succedono intorno al tavolo».

Bello, vero? Una frase che capisce chiunque, e da cui discende tutto il resto. Il simbolo sta al centro dell’identità e ispira l’intero sistema visivo:
- il carattere Valizas di Luzi Type, un sans serif dalla forte personalità che riprende le curve del simbolo
- tre forme grafiche costruite dagli angoli, dai rettilinei e dalle curve del logo, usate da sole per rappresentare l’unione delle persone e insieme per la condivisione di esperienze
- le illustrazioni realizzate da Tubik
- una palette che mantiene il verde storico, rinvigorito, e aggiunge colori complementari ispirati a cibi diversi
- una direzione artistica fatta di cibo vero e persone reali
Nota una cosa: il verde è rimasto. Chi conosceva TheFork lo riconosce ancora. Un buon rebranding aziendale rinnova senza buttare via ciò che il pubblico ha già imparato ad associare a te.
Come è stato lanciato il nuovo marchio?
Con un teaser sui social prima e una campagna multicanale poi. TheFork non ha semplicemente sostituito il logo da un giorno all’altro: ha costruito l’attesa, legando il lancio alla celebrazione dei suoi primi 15 anni.

Prima è arrivato un momento teaser, soprattutto sui social, per creare suspense. Poi la rivelazione, accompagnata da un lancio promozionale con l’hashtag #OffreTheFork. Il tutto con un tono di voce nuovo, giocoso e divertente.
La campagna ha toccato molti canali, come ha spiegato Carlo Carollo, Country Manager di TheFork Italia:
- CTV e TV generalista
- digital con YouTube, Spotify e Twitch
- social con Meta e TikTok
- affissioni negli aeroporti
Tu non hai il budget di TheFork, lo sappiamo. Ma il principio vale anche in piccolo: un nuovo marchio va raccontato, non solo caricato sul profilo Instagram un lunedì mattina.
Un rebranding è solo una questione di logo?
No: il logo è la parte visibile, sotto c’è una strategia di business. Nel caso di TheFork l’Italia è il mercato principale e l’obiettivo dichiarato era crescere nell’acquisizione di ristoranti, per ampliare l’offerta e costruire un sistema vantaggioso anche per i ristoratori.
A sostegno c’erano strumenti concreti. Gli Yums, per esempio: un sistema di incentivi che ha distribuito centinaia di migliaia di euro tra gli utenti e ha spinto la spesa nei ristoranti, con un occhio all’inflazione e al suo peso sulle imprese della ristorazione.
Il messaggio per te è questo. Un rebranding aziendale ha senso se accompagna un obiettivo: nuovi clienti, un nuovo posizionamento, una nuova fase. Se cambi il vestito ma l’azienda resta identica, il pubblico se ne accorge.
Come faccio a impostare il rebranding della mia azienda?
Parti dal perché, poi arriva al logo. Dal caso TheFork puoi ricavare cinque mosse che valgono anche per una pasticceria, uno studio professionale o un negozio:
- Chiarisci il motivo. Cosa è cambiato nella tua azienda che il marchio attuale non racconta?
- Trova un’idea centrale, in una frase. TheFork ha scelto il tavolo come luogo dove succedono le cose migliori. La tua qual è?
- Pensa a tutti i tuoi pubblici: clienti, partner e anche le persone che lavorano con te.
- Costruisci un sistema, non un disegnino. Simbolo, caratteri, colori, immagini e tono di voce devono parlare la stessa lingua, tenendo ciò che già ti rende riconoscibile.
- Prepara il lancio. Crea attesa, spiega il cambiamento, usa più canali in modo coordinato.
Sembra tanto lavoro? Lo è, ma non devi farlo da solo. È quello di cui ci occupiamo con il nostro servizio di branding, dalla strategia all’identità visiva fino al lancio. Se vuoi vedere un esempio vicino al mondo del food, dai un’occhiata al progetto Giovanni Fabozzi Pasticceria.
In sintesi
- Un rebranding aziendale serve quando il marchio non racconta più l’azienda che sei diventato.
- TheFork ha rinnovato la sua identità il 22 giugno 2023, con 55.000 ristoranti partner in 12 paesi e 20 milioni di visitatori al mese.
- Le tre punte del nuovo logo rappresentano tre pilastri: riunire le persone, nutrire lo spirito, promuovere la cultura della ristorazione.
- Il lancio è passato da un teaser sui social a una campagna multicanale, con un tono di voce nuovo.
- Dietro il logo c’è sempre un obiettivo di business: senza quello, è solo un cambio di vestito.
Stai pensando di rinnovare il tuo marchio e non sai da dove cominciare? Scrivici: ne parliamo insieme, senza impegno e senza giri di parole.