Glossario · Advertising
PPC
Anche: pay per click, pay-per-click, pubblicità a pagamento per clic, annunci a pagamento
In breve: Il PPC è il pay per click: un modello di pubblicità online in cui paghi solo quando qualcuno clicca sul tuo annuncio, non quando lo vede.
Se ti stai chiedendo cos’è il PPC, è la sigla di pay per click: un modo di fare pubblicità online in cui non paghi per comparire, ma solo quando una persona clicca sul tuo annuncio e arriva sul tuo sito. È il modello su cui si basano gli annunci in cima ai risultati di Google e buona parte della pubblicità digitale.
Per un imprenditore il vantaggio è evidente: il budget si spende per visite reali, e ogni euro si può collegare a un risultato.
Cos’è il PPC e come funziona?
Il PPC funziona come un’asta che si ripete a ogni ricerca. Tu scegli per quali ricerche o per quale pubblico vuoi comparire, stabilisci quanto sei disposto a pagare per un clic e prepari l’annuncio. Quando qualcuno fa quella ricerca, la piattaforma decide in una frazione di secondo quali annunci mostrare e in che ordine.
Non vince per forza chi offre di più. Contano anche la qualità dell’annuncio e della pagina su cui porti le persone: se il tuo messaggio risponde bene a quello che l’utente cerca, puoi comparire più in alto pagando meno del concorrente.
Una distinzione che ti evita confusione: il PPC è il modello, cioè il modo in cui compri la pubblicità. Il CPC, costo per clic, è il prezzo che paghi per ogni singolo clic dentro quel modello. Per approfondire la definizione trovi una sintesi nella voce Pay per click di Wikipedia.
Dove si fa pubblicità PPC?
Si fa soprattutto sui motori di ricerca, e in forme simili su social e marketplace. I canali principali sono questi:
- Google Ads: annunci nei risultati di ricerca, su Maps, su YouTube e sui siti partner. È il canale tipico per intercettare chi sta già cercando quello che vendi.
- Microsoft Advertising: la stessa logica sul motore di ricerca Bing.
- Meta, TikTok e LinkedIn: qui spesso la piattaforma ti fa pagare in base alle visualizzazioni, ma puoi impostare le campagne per ottenere clic e ragionare comunque in costo per clic.
- Amazon e altri marketplace: annunci sponsorizzati sui prodotti, pagati a clic.
La differenza pratica è nell’intenzione di chi vede l’annuncio. Su Google rispondi a una domanda già espressa, come idraulico urgente o commercialista per partita IVA. Sui social sei tu a proporti a persone che in quel momento stavano facendo altro, quindi serve un messaggio capace di fermarle.
Quanto costa il PPC?
Costa quanto decidi tu, perché il budget giornaliero lo fissi in partenza e puoi cambiarlo o fermare tutto in qualsiasi momento. Quello che non decidi è il prezzo del singolo clic, che dipende da quanta concorrenza c’è sulla stessa ricerca.
In Italia un clic può costare pochi centesimi in settori poco affollati e diversi euro dove un cliente vale molto, come assicurazioni, avvocati, finanziamenti o ristrutturazioni. Per questo il costo del clic da solo non ti dice se la campagna va bene.
Il numero da guardare è un altro: quanto ti costa ottenere un contatto o una vendita, e quanto vale per te quel cliente. Un clic da 3 euro che porta lavori da 5.000 è un affare, un clic da 20 centesimi che non porta mai nessuno è uno spreco.
Perché conta per la tua azienda?
Conta perché è il modo più rapido per portare persone interessate sul tuo sito, con un costo che puoi misurare. A differenza del posizionamento naturale su Google, che richiede mesi, una campagna può partire oggi e portare le prime richieste in pochi giorni.
I punti di forza sono chiari:
- parti anche con budget piccoli e aumenti solo se i conti tornano;
- scegli zona, orari e ricerche per cui comparire;
- vedi quali annunci e quali parole portano clienti, e tagli il resto.
Ci sono anche dei limiti, ed è giusto saperli. Appena smetti di pagare, le visite si fermano. E il clic è solo metà del lavoro: se la pagina di arrivo è lenta, confusa o senza un modo semplice per contattarti, stai pagando persone per farle andare via. Una campagna fatta bene va sempre insieme a una pagina fatta bene.
L’altro errore frequente è accendere le campagne senza misurare contatti e vendite. Senza quel dato non puoi sapere se stai investendo o solo spendendo. Ora che sai cos’è il PPC, il criterio per valutarlo è semplice: quanti clienti porta e a che prezzo. Se vuoi impostarlo con metodo, il punto di partenza è un servizio di advertising che colleghi annunci, pagina di arrivo e numeri in un unico ragionamento.
Costo della campagna = numero di clic × costo di ogni clic Ricevi 400 clic e ogni clic ti costa 0,75 €? La campagna ti è costata 300 €.
Un esempio pratico
Immagina un'impresa di ristrutturazioni che attiva annunci su Google per chi cerca il rifacimento del bagno nella sua provincia. Investe 500 € al mese e paga in media 1,25 € a clic: arrivano 400 visite, da cui nascono 20 richieste di preventivo e 4 lavori da circa 6.000 € l'uno. Ogni richiesta è costata 25 € e ogni cliente 125 €, a fronte di 24.000 € di lavori acquisiti.