Glossario · Advertising
CPC
Anche: costo per clic, cost per click, costo per click, CPC medio
In breve: Il CPC è il costo per clic: quanto paghi, in media, ogni volta che una persona clicca sul tuo annuncio online.
Se ti stai chiedendo cos’è il CPC, è il costo per clic: la cifra che paghi ogni volta che qualcuno clicca su un tuo annuncio su Google, sui social o su un altro sito. È uno dei primi numeri che vedi quando apri il pannello di una campagna, e uno dei più fraintesi.
Ti dice quanto ti costa portare una persona sul tuo sito. Non ti dice ancora se quella persona diventerà un cliente, ed è qui che molti imprenditori si confondono.
Cos’è il CPC e come si calcola?
Il CPC si calcola dividendo quanto hai speso per il numero di clic ricevuti. Se la campagna è costata 200 € e ha portato 250 clic, ogni clic ti è costato 0,80 €.
Nei pannelli pubblicitari trovi di solito due versioni dello stesso dato:
- CPC medio: la media reale di quanto hai pagato i clic in un certo periodo. È quello che ti interessa per fare i conti.
- CPC massimo: il tetto che fissi tu, cioè la cifra più alta che sei disposto a pagare per un singolo clic. Spesso paghi meno.
Google spiega la differenza nella sua guida ufficiale sul costo per clic. Un’altra distinzione utile: il CPC è il prezzo del clic, mentre il PPC, pay per click, è il nome del modello pubblicitario in cui paghi a clic.
Da cosa dipende il costo per clic?
Dipende soprattutto dalla concorrenza e dalla qualità di quello che proponi. Le piattaforme assegnano gli spazi con un’asta: più aziende vogliono comparire davanti alla stessa persona, più il prezzo sale.
I fattori che pesano di più sono questi:
- il settore: dove un cliente vale migliaia di euro, come assicurazioni, studi legali o ristrutturazioni, un clic può costare diversi euro; in settori meno contesi bastano pochi centesimi;
- la zona e il periodo: a dicembre o sotto i saldi fare pubblicità costa di più per tutti;
- la qualità dell’annuncio: se il messaggio è pertinente e le persone cliccano volentieri, la piattaforma ti premia con prezzi più bassi;
- la pagina di arrivo: una pagina veloce e coerente con l’annuncio migliora il punteggio e riduce la spesa;
- il pubblico scelto: un pubblico piccolo e molto richiesto costa più di uno ampio.
Qual è un buon CPC?
Un buon CPC è quello che ti permette di guadagnare, non quello più basso in assoluto. Un clic da 0,15 € fatto da curiosi che non comprano è più caro di un clic da 3 € fatto da chi sta cercando proprio il tuo servizio.
Per capire se il tuo costo per clic è sostenibile ti servono altri due numeri: quante visite diventano contatti o vendite, e quanto vale per te un cliente. Se ogni 100 clic ottieni 4 richieste e un clic costa 1 €, ogni richiesta ti costa 25 €. Sta a te sapere se 25 € per un contatto sono pochi o troppi.
Per questo il CPC va letto sempre insieme al costo per contatto e al fatturato che arriva dalle campagne. Preso da solo è un dato che rassicura o spaventa senza motivo.
Come si abbassa il CPC?
Si abbassa rendendo la pubblicità più pertinente, non tagliando il budget. Le leve concrete sono poche:
- scrivere annunci che rispondono esattamente a quello che la persona cerca;
- escludere le ricerche e i pubblici che portano clic inutili;
- migliorare la pagina di arrivo, soprattutto da telefono;
- provare più versioni di immagini e testi e tenere quelle che funzionano;
- concentrare la spesa su orari, zone e canali che rendono di più.
Attenzione a non farne un’ossessione. Puoi far scendere il costo per clic allargando il pubblico a chiunque, ma ti ritroverai con tante visite e nessuna richiesta.
Perché conta per la tua azienda?
Conta perché è il primo segnale che ti dice se stai pagando troppo per farti notare. Se il costo per clic sale mese dopo mese a parità di campagna, qualcosa è cambiato: più concorrenza, annunci che hanno stancato, una pagina che non convince.
Sapere cos’è il CPC ti mette anche in condizione di leggere i report senza farti incantare. Tanti clic a poco prezzo sono una buona notizia solo se dietro ci sono telefonate, preventivi e incassi. È il tipo di controllo che dovrebbe far parte di qualsiasi servizio di advertising: partire dal clic e seguire i numeri fino al cliente acquisito.
Costo per clic = spesa pubblicitaria ÷ numero di clic Spendi 300 € e ottieni 600 clic? Il CPC è 0,50 €.
Un esempio pratico
Prendi uno studio di fisioterapia che investe 450 € al mese in annunci su Google e riceve 300 clic: il CPC è 1,50 €. Riscrive gli annunci, sistema la pagina di prenotazione ed esclude le ricerche fuori zona: il mese dopo, con gli stessi 450 €, i clic diventano 450 e il CPC scende a 1,00 €. Le prenotazioni passano da 15 a 24, quindi il costo di ogni nuovo paziente cala da 30 € a 18,75 €.