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META TAGS
Anche: meta tag, tag meta, metatag, metadati html
In breve: I meta tags sono brevi istruzioni nel codice di una pagina web che dicono a Google e ai social di cosa parla la pagina e come mostrarla.
Se ti stai chiedendo cosa sono i meta tags, sono piccole righe di codice inserite in ogni pagina del tuo sito per spiegare ai motori di ricerca e ai social di cosa parla quella pagina. Chi visita il sito non li vede, ma ne vede il risultato: il titolo blu e le due righe di testo che compaiono su Google, oppure l’anteprima con foto quando qualcuno condivide il tuo link su WhatsApp o Facebook.
In pratica sono il biglietto da visita di ogni pagina. E come ogni biglietto da visita, possono invogliare a entrare oppure farti passare inosservato.
Cosa sono i meta tags in parole semplici?
Sono etichette che descrivono la pagina a chi non può leggerla come farebbe una persona. Google, Bing, i social e oggi anche gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale passano dal codice, e lì cercano informazioni ordinate: titolo, riassunto, lingua, immagine di anteprima, istruzioni su cosa mostrare e cosa no.
Stanno nella parte alta del codice, quella che gli addetti ai lavori chiamano head. Non devi saperli scrivere a mano: se il tuo sito è fatto con WordPress, Shopify o un altro sistema di gestione, li compili in semplici campi di testo, pagina per pagina.
Quali meta tags contano davvero?
Contano soprattutto quattro o cinque, gli altri puoi lasciarli a chi gestisce il sito. Ecco quelli che fanno la differenza:
- Title: il titolo della pagina, quello cliccabile nei risultati di ricerca. È il più importante, perché aiuta Google a capire l’argomento e convince le persone a cliccare.
- Meta description: il riassunto di una o due righe sotto il titolo. Non fa salire di posizione, ma decide spesso se il clic va a te o al concorrente.
- Meta robots: dice ai motori di ricerca se una pagina va mostrata o tenuta fuori dai risultati. Un errore qui può far sparire da Google un intero sito.
- Viewport: serve a far adattare la pagina allo schermo del telefono.
- Open Graph: stabilisce titolo, testo e immagine dell’anteprima quando il link viene condiviso sui social o in chat.
Una curiosità utile: il vecchio tag delle parole chiave, quello in cui si elencavano decine di termini separati da virgola, Google lo ignora da anni. Se qualcuno ti propone di compilarlo come lavoro di ottimizzazione, stai pagando per niente. L’elenco aggiornato lo trovi nella guida ufficiale di Google ai meta tag supportati.
Come si scrivono title e meta description?
Si scrivono pensando a chi cerca, non al motore di ricerca. La domanda da farti è: se io fossi il cliente e leggessi queste due righe in mezzo ad altre nove, cliccherei?
Qualche regola pratica:
- ogni pagina ha il suo title e la sua description, diversi da tutte le altre;
- il title sta in circa 50-60 caratteri, la description in 140-155, altrimenti vengono tagliati;
- metti all’inizio la cosa che conta: il servizio e, se lavori sul territorio, la città;
- nella description dai un motivo per scegliere te, come preventivo gratuito, consegna in 48 ore, apertura la domenica;
- evita titoli generici come Home, Servizi o Chi siamo: non dicono niente a nessuno.
Tieni presente che Google a volte riscrive titolo e descrizione per conto suo, se ritiene che un altro testo risponda meglio alla ricerca. Succede meno spesso quando quelli che hai scritto sono chiari e coerenti con il contenuto della pagina.
Perché contano per la tua azienda?
Contano perché decidono quante persone entrano nel tuo sito a parità di posizione su Google. Puoi essere terzo nei risultati e ricevere più clic del secondo, se il tuo titolo promette esattamente quello che la persona stava cercando.
È uno degli interventi con il miglior rapporto tra fatica e risultato. Sistemare i meta tags delle dieci pagine più importanti richiede poche ore e non costa nulla in pubblicità: lavori su persone che ti stanno già vedendo e che oggi scelgono qualcun altro.
Contano anche per l’immagine. Un link condiviso su WhatsApp senza foto e con un titolo a caso dà l’idea di un’azienda trascurata, lo stesso link con anteprima curata fa l’effetto opposto. Sono dettagli, ma il cliente li nota prima ancora di aprire la pagina.
Ora che sai cosa sono i meta tags, fai una prova: cerca la tua azienda su Google e guarda come si presentano le tue pagine. Se i titoli sono vaghi o tutti uguali, hai appena trovato un lavoro da fare. Di solito conviene affrontarlo insieme alla struttura del sito, dentro un progetto di sviluppo web fatto con criterio, così ogni nuova pagina nasce già a posto.
Un esempio pratico
Immagina un negozio di arredamento la cui homepage ha come titolo soltanto Home e nessuna descrizione. Compare 3.000 volte al mese su Google ma riceve 45 clic, cioè l'1,5%. Il titolare riscrive il title con servizio e città e aggiunge una description che parla di progettazione su misura e preventivo gratuito: due mesi dopo, con le stesse 3.000 visualizzazioni, i clic salgono a 120, cioè il 4%, senza un euro di pubblicità.