Algoritmo di Instagram: come funziona e cosa fare per avere più visibilità
Timeer Digital Studio ·

L’algoritmo di Instagram ti sembra un nemico invisibile che decide a caso chi vede i tuoi post? Ti capiamo. Pubblichi una foto curata e la vedono in pochi. Poi butti lì un video fatto in due minuti e vola. Viene da pensare che sia tutto un terno al lotto.
Non lo è. Instagram ha spiegato in modo ufficiale come ragiona, sezione per sezione. Te lo raccontiamo in breve, con quello che serve a te che hai un’azienda da far conoscere e poco tempo da perdere.
Come funziona l’algoritmo di Instagram?
L’algoritmo di Instagram non è uno solo: ogni parte dell’app ha il suo, costruito sul modo in cui le persone la usano. Lo ha spiegato Adam Mosseri, a capo di Instagram, in un articolo ufficiale del 2023 che aggiornava quello del 2021: «Ogni parte dell’app utilizza il proprio algoritmo su misura per il modo in cui le persone lo utilizzano».
Tradotto: Feed, Storie, Esplora e Reels seguono logiche diverse. Un contenuto che funziona nel Feed può non funzionare nei Reels, e viceversa.
In tutti i casi il meccanismo è lo stesso. Instagram raccoglie dei segnali, cioè indizi su cosa piace a ogni persona, e prova a prevedere cosa le interesserà. Poi mette i contenuti in ordine. Nessuna magia: previsioni basate sui comportamenti.
Quali contenuti vengono penalizzati?
Vengono penalizzati, o rimossi del tutto, i contenuti che non rispettano le linee guida di Instagram. È il primo filtro, e viene prima di qualsiasi classifica.
Parliamo di contenuti che incitano all’odio, bullismo, nudo, violenza e promozione di prodotti regolamentati. Chi sgarra rischia di finire più in basso, di vedersi rimuovere i post o, nei casi peggiori, di perdere l’account. Instagram riduce anche la visibilità dei contenuti che considera disinformazione.
C’è poi un secondo livello, che pochi conoscono. Per le sezioni in cui Instagram consiglia contenuti di account che non segui, come Esplora, Reels e i post suggeriti, valgono regole più severe: le linee guida per i consigli. Lì un contenuto borderline può restare online ma non essere mai proposto a nuovi utenti.
Se lavori in un settore delicato, vale la pena leggerle prima di investire tempo e soldi.
Come sceglie cosa mostrare nel Feed?
Nel Feed Instagram mescola i post recenti degli account che segui con contenuti di account che non segui ma che potrebbero interessarti. In mezzo ci sono gli annunci pubblicitari.

I segnali che pesano di più, più o meno in ordine di importanza, sono quattro:
- l’attività dell’utente: i post che ha apprezzato, condiviso, salvato o commentato
- le informazioni sul post: quanto è popolare e quanto in fretta ha raccolto like, commenti, condivisioni e salvataggi, ma anche data e luogo
- le informazioni su chi ha pubblicato: se l’utente ha interagito di recente con quell’account, i suoi post salgono
- lo storico di interazione: quanto quella persona è interessata, in generale, ai post di quell’account
C’è anche il formato. Se Instagram nota che una persona preferisce le foto, le mostra più foto. Lo stesso vale per video, reel e caroselli.
Cosa significa per te? Che la velocità conta: un post che raccoglie interazioni subito viene spinto di più. E che il rapporto con chi ti segue vale più del numero di follower.
Come vengono ordinate le Storie?
Le Storie vengono ordinate in base a quanto una persona è legata a chi le pubblica. Arrivano dagli account che segui, con le pubblicità in mezzo, e i segnali principali sono tre:

- lo storico di visualizzazione: quanto spesso quella persona guarda le storie di un account
- l’interazione: quanto spesso reagisce, con un like o un messaggio diretto
- la vicinanza: il tipo di relazione con l’autore, per esempio amici o familiari
Con questi dati Instagram stima quali storie una persona troverà più interessanti, compresa la probabilità che interagisca o che passi subito a quella dopo.
Hai presente quando le storie di un certo profilo ti compaiono sempre per prime? Ecco perché. Per la tua azienda la lezione è semplice: le storie premiano la costanza e il dialogo. Sondaggi, domande, risposte ai messaggi: tutto quello che spinge a reagire ti porta più avanti nella fila.
Come si finisce nella sezione Esplora?
Si finisce in Esplora quando un post raccoglie molte interazioni in poco tempo. Esplora è la griglia di scoperta: foto e video presi da tutta la piattaforma, quasi sempre da account che l’utente non segue.

I segnali più importanti sono questi:
- la popolarità del post: numero e velocità di like, commenti, condivisioni e salvataggi. Qui pesa più che nel Feed o nelle Storie
- l’attività dell’utente in Esplora: se ha interagito con un certo tipo di contenuto, gliene vengono mostrati di simili
- lo storico di interazione con chi ha pubblicato, se esiste
- le informazioni su chi ha pubblicato: quante persone hanno interagito con quell’account nelle ultime settimane
Le azioni che contano di più in questa sezione sono like, salvataggi e condivisioni.
Proprio perché mostra contenuti che l’utente non ha scelto, in Esplora i controlli sono più stretti. E l’utente ha i suoi strumenti: il controllo dei contenuti sensibili e il tasto «Non mi interessa».
Come funzionano i Reels?
I Reels funzionano come Esplora, ma puntano sull’intrattenimento. Anche qui la maggior parte di ciò che si vede arriva da account non seguiti: per questo sono lo strumento migliore per farti scoprire da persone nuove.

Instagram prova a prevedere se una persona farà una di queste quattro cose:
- ricondividere il reel
- guardarlo fino in fondo
- mettere like
- aprire la pagina dell’audio
L’ultimo punto ti sembra strano? Aprire la pagina dell’audio segnala che quella persona potrebbe usarlo per creare un reel suo.
I segnali, più o meno in ordine di importanza:
- l’attività dell’utente: i reel che ha apprezzato, salvato, ricondiviso o commentato di recente
- lo storico di interazione con chi ha pubblicato
- le informazioni sul reel: traccia audio, immagini e popolarità
- le informazioni su chi ha pubblicato: numero di follower e coinvolgimento della sua community
La buona notizia è che Instagram dichiara di voler dare a tutti la possibilità di trovare il proprio pubblico. Un profilo piccolo con un reel riuscito può arrivare lontano.
Cosa devo fare per avere più visibilità su Instagram?
Devi creare contenuti di qualità pensati per il tuo pubblico. Forse speravi in un trucco più entusiasmante, ma la verità è questa: non esistono scorciatoie pronte all’uso. Servono studio e prove.
Però adesso sai cosa guarda l’algoritmo di Instagram, e puoi lavorarci:
- punta su salvataggi e condivisioni: crea contenuti che valga la pena tenere o mandare a un amico
- cura i primi secondi dei video: un reel visto fino in fondo vale più di uno abbandonato subito
- rispondi a commenti e messaggi: ogni interazione rafforza il legame con quel profilo
- usa le storie per far reagire le persone, non solo per mostrare
- resta autentico: un profilo che somiglia a tutti gli altri non dà motivi per interagire
- controlla i dati: guarda cosa funziona sul tuo profilo e fanne di più
Sembra tanto? Lo è, soprattutto se nel frattempo devi mandare avanti un’azienda. È il lavoro che facciamo con il servizio di content production: contenuti studiati per il tuo pubblico, non per riempire il calendario. Se vuoi allargare il giro, leggi anche la guida su come collaborare con influencer.
In sintesi
- L’algoritmo di Instagram non è uno solo: Feed, Storie, Esplora e Reels hanno regole diverse.
- Il primo filtro sono le linee guida: chi non le rispetta viene penalizzato o rimosso.
- Nel Feed e nelle Storie conta il rapporto con chi ti segue. In Esplora e nei Reels conta la popolarità del contenuto.
- Like, commenti, salvataggi e condivisioni, soprattutto se arrivano in fretta, sono i segnali più forti.
- Non esistono trucchi: vincono i contenuti di qualità per il pubblico giusto, misurati e migliorati nel tempo.
Vuoi che l’algoritmo di Instagram lavori per la tua azienda invece che contro? Scrivici: costruiamo insieme una strategia di contenuti su misura. Intanto puoi dare un’occhiata ai nostri progetti.