Glossario · Social
PED
Anche: piano editoriale digitale, piano editoriale social, calendario editoriale, content plan
In breve: Il PED è il piano editoriale digitale: il documento che stabilisce cosa pubblichi, su quali canali, quando e con quale obiettivo.
Se ti stai chiedendo cos’è il PED, è il piano editoriale digitale: il documento in cui decidi cosa pubblicare, su quali canali, in quali giorni e per ottenere che cosa. In pratica è la differenza tra pubblicare quando ti ricordi e pubblicare con un metodo.
Lo trovi chiamato anche piano editoriale social, perché in molte aziende riguarda soprattutto Instagram, Facebook, TikTok e LinkedIn. Un piano fatto bene, però, tiene dentro anche blog, newsletter e scheda Google. Una nota per evitare confusione: in economia la stessa sigla indica l’elasticità della domanda al prezzo, ma nel marketing quando senti PED si parla quasi sempre di contenuti.
Cos’è il PED e cosa contiene?
Il PED è una tabella ragionata, niente di più complicato: da una parte le scelte di fondo, dall’altra le uscite previste giorno per giorno. Può stare in un foglio di calcolo, l’importante è che risponda a domande precise.
- Obiettivi: cosa vuoi ottenere, per esempio richieste di preventivo, prenotazioni o visite in negozio.
- Pubblico: a chi parli e quali problemi ha.
- Canali: dove pubblichi e perché proprio lì.
- Rubriche: i temi ricorrenti, come consigli pratici, dietro le quinte, recensioni dei clienti, offerte.
- Formati: foto, video brevi, caroselli, storie, articoli.
- Frequenza: quante uscite a settimana riesci a sostenere davvero.
- Calendario: data, canale, testo e immagine o video di ogni contenuto.
- Responsabili: chi scrive, chi produce, chi approva, chi pubblica.
Spesso piano e calendario editoriale vengono usati come sinonimi. La distinzione utile è questa: il piano dice cosa racconti e perché, il calendario dice in che giorno esce.
A cosa serve un piano editoriale digitale?
Serve a smettere di improvvisare. Senza un piano finisci per pubblicare a ondate: tre post in una settimana tranquilla, poi il silenzio per un mese quando il lavoro aumenta. E chi ti segue se ne accorge.
Con un piano, invece, ottieni quattro cose concrete:
- Continuità: il tuo pubblico ti vede con regolarità e si ricorda di te quando ha bisogno.
- Tempo risparmiato: produci i contenuti in blocco, per esempio un pomeriggio al mese, invece di inventarti qualcosa ogni mattina.
- Equilibrio: alterni contenuti che costruiscono fiducia a contenuti che vendono, senza trasformare la pagina in un volantino.
- Numeri leggibili: se sai cosa hai pubblicato e perché, capisci anche cosa ha funzionato.
Come si costruisce un PED?
Si parte dagli obiettivi dell’azienda, i post arrivano per ultimi. Prima decidi cosa deve succedere grazie ai contenuti, poi scegli canali e rubriche, e solo alla fine riempi il calendario.
Un ordine che funziona è questo: fissi uno o due obiettivi per il trimestre, scegli i canali dove i tuoi clienti passano davvero il tempo, definisci tre o quattro rubriche e stabilisci una frequenza realistica. Meglio due uscite a settimana per dodici mesi che una al giorno per tre settimane.
Per questo il PED dovrebbe discendere da una strategia di marketing chiara: se non sai a chi vuoi vendere e con quale messaggio, nessun calendario ti salva.
Per la parte operativa non servono strumenti costosi. Con Meta Business Suite, lo strumento gratuito di Meta, programmi in anticipo post e storie su Facebook e Instagram e controlli i risultati dallo stesso pannello.
Perché conta per la tua azienda?
Conta perché i social gestiti a caso ti costano ore e non ti portano clienti. Ogni contenuto ha un costo, in tempo tuo o in budget: il piano ti permette di sapere quanto spendi per ogni uscita e cosa ti torna indietro.
Ti aiuta anche a lavorare meglio con chi produce i contenuti. Fotografo, videomaker e grafico sanno in anticipo cosa serve, e una sola giornata di riprese copre un mese intero. È il modo più semplice per far rendere un servizio di produzione di contenuti.
Due avvertenze pratiche. La prima: lascia libero circa un quinto del calendario per quello che non puoi prevedere, come una novità di settore, un evento in città o un prodotto appena arrivato. La seconda: rileggi il piano una volta al mese con i numeri davanti. Le rubriche che non interessano a nessuno si tagliano, quelle che portano messaggi e richieste si rafforzano.
Ora che sai cos’è il PED, il passo successivo è semplice: apri un foglio, scrivi l’obiettivo dei prossimi tre mesi e le prime quattro settimane di uscite. Un piano imperfetto ma rispettato vale più di uno perfetto che resta nel cassetto.
Costo per contenuto = budget mensile per i contenuti ÷ contenuti pubblicati nel mese Investi 900 € al mese e il tuo piano prevede 12 contenuti? Ogni contenuto ti costa 75 €.
Un esempio pratico
Immagina uno studio dentistico che pubblica quando capita, due o tre post al mese. Decide di darsi un PED da 12 contenuti mensili, tre a settimana: 4 consigli di prevenzione, 4 sul team e sullo studio, 2 recensioni di pazienti e 2 dedicati all'igiene professionale. Con mezza giornata di riprese al mese copre tutte le uscite e, dopo tre mesi di pubblicazione regolare, le richieste di appuntamento arrivate da Instagram passano da 5 a 14 al mese.