Glossario · Marketing
Call to action
Anche: call to action, invito all'azione, chiamata all'azione, pulsante CTA
In breve: La CTA (call to action) è l'invito che dice a chi ti legge cosa fare subito dopo: un pulsante, un link o una frase come «Prenota ora» o «Richiedi un preventivo».
Se ti stai chiedendo cos’è la CTA, è l’invito esplicito a compiere un’azione che metti alla fine di un messaggio: la sigla sta per call to action, in italiano invito all’azione. È il pulsante «Prenota ora» sotto un annuncio, il «Richiedi un preventivo» in fondo a una pagina, il «Scrivici su WhatsApp» in un post.
Senza una CTA il tuo messaggio informa e basta. Con una CTA dice anche cosa fare adesso.
Cos’è la CTA e come funziona?
Funziona togliendo al cliente il dubbio su quale sia il passo successivo. Chi ha letto la tua pagina o visto il tuo annuncio è interessato per pochi secondi: se in quel momento trova un’indicazione chiara, la segue. Se deve cercarla, se ne va.
Una call to action è fatta di tre cose: un verbo che indica l’azione, un vantaggio che la rende conveniente e un elemento visibile su cui cliccare o toccare. «Scarica il listino», «Prenota la visita gratuita», «Chiama per un sopralluogo» sono tutte CTA complete.
La forma più comune è il pulsante, ma vale anche un link nel testo, un numero di telefono cliccabile, un QR code su un volantino o una frase detta a voce alla fine di un video.
Dove si usa una call to action?
Si usa ovunque parli a un potenziale cliente e vuoi che faccia qualcosa. I posti in cui pesa di più sono questi:
- sito e landing page: il pulsante principale, in alto e ripetuto lungo la pagina
- annunci su Meta, TikTok e Google: il pulsante scelto in fase di creazione, come «Scopri di più» o «Invia messaggio»
- post e video social: la frase finale che invita a commentare, salvare, scrivere o cliccare il link
- email e newsletter: un pulsante unico, ben visibile
- materiali stampati: volantini, manifesti e brochure, con un numero, un indirizzo o un QR code
Cambia il formato, non la logica. In ogni caso il cliente deve capire in un attimo cosa ottiene e cosa deve fare per ottenerlo.
Perché la CTA conta per la tua azienda?
Conta perché è il punto in cui l’attenzione diventa un contatto o una vendita. Puoi avere la grafica più bella e il testo più convincente, ma se manca l’invito finale una buona parte delle persone interessate non farà nulla.
È anche l’elemento che costa meno migliorare. Non devi rifare il sito né aumentare il budget pubblicitario: spesso basta cambiare tre parole su un pulsante o spostarlo più in alto per ricevere più richieste dalle stesse visite.
Chi ha capito cos’è la CTA smette di giudicare una pagina o un annuncio solo dall’aspetto. La domanda diventa: una persona che arriva qui capisce in cinque secondi cosa le sto chiedendo di fare?
Come si scrive una CTA che funziona?
Si scrive con un verbo chiaro, un beneficio concreto e il minor sforzo possibile per chi clicca. Poche regole pratiche fanno quasi tutta la differenza.
Parti dal verbo e sii specifico. «Richiedi il preventivo gratuito» funziona meglio di «Invia», e «Prenota il tuo tavolo» meglio di «Clicca qui», perché dicono cosa succede dopo il clic.
Chiedi una cosa sola. Se nella stessa schermata metti quattro pulsanti diversi, il cliente non ne sceglie nessuno. Decidi qual è l’azione che ti interessa di più e dalle il posto migliore, lasciando le altre in secondo piano.
Rendila facile da vedere e da toccare: colore che stacca dallo sfondo, dimensione adatta al pollice su smartphone, posizione in alto e poi ripetuta dopo le sezioni principali. E abbassa la barriera: «senza impegno», «risposta in 24 ore», «gratis» tolgono le ultime resistenze.
Quando progettiamo una pagina con il nostro servizio di web development partiamo proprio da qui: prima si decide l’azione che il visitatore deve compiere, poi si costruisce tutto il resto intorno.
Quali errori evitare?
L’errore più frequente è non mettere nessuna CTA, o nasconderla in fondo alla pagina dove arrivano in pochi. Subito dopo viene la CTA generica, come «Contattaci» o «Scopri di più» usati ovunque, che non danno alcun motivo per cliccare.
Attento anche alla promessa non mantenuta. Se il pulsante dice «Scarica il catalogo» e porta a un modulo con dieci campi, la persona si sente presa in giro e chiude. Quello che prometti nel pulsante deve essere quello che trova dopo.
Infine non andare a intuito. Prova due versioni dello stesso pulsante e guarda i numeri: è il modo più rapido per scoprire quali parole convincono i tuoi clienti.
Ora che sai cos’è la CTA, apri il tuo sito dallo smartphone e conta quanti secondi ti servono per trovare il pulsante principale. Se sono più di tre, hai già il primo intervento da fare.
Tasso di clic = clic sul pulsante ÷ persone che lo vedono × 100 Il pulsante «Richiedi un preventivo» viene visto da 2.000 persone e cliccato da 80? Il tasso di clic è il 4%.
Un esempio pratico
Immagina un'impresa edile con una pagina sulle ristrutturazioni che riceve 1.500 visite al mese e ha un solo pulsante «Contattaci» in fondo: arrivano 15 richieste, l'1%. Cambia il testo in «Richiedi un sopralluogo gratuito», lo mette anche in cima alla pagina e aggiunge il contatto WhatsApp. Il mese dopo, con le stesse visite, le richieste salgono a 45, cioè il 3%.