Glossario · Advertising
A/B test
Anche: test A/B, split test, A/B testing, bucket test
In breve: L'A/B test è un confronto tra due versioni di un annuncio, una pagina o un'email, mostrate a due gruppi simili di persone, per capire con i numeri quale funziona meglio.
Se ti stai chiedendo cos’è l’A/B test, la risposta è semplice: è un esperimento in cui metti a confronto due versioni della stessa cosa per scoprire quale porta più risultati. Invece di decidere a gusto, o in base a chi alza di più la voce in riunione, lasci decidere i tuoi clienti con il loro comportamento.
Lo trovi anche con altri nomi: split test, test A/B, bucket test. Il concetto non cambia.
Cos’è l’A/B test e come funziona?
Funziona dividendo il pubblico in due gruppi simili e mostrando a ciascuno una versione diversa. Il gruppo A vede la versione attuale, detta anche controllo. Il gruppo B vede la variante, cioè la stessa cosa con una sola modifica.
Dopo un periodo stabilito guardi i numeri: clic, richieste di contatto, vendite, costo per risultato. La versione che fa meglio vince e diventa la nuova base di partenza. Poi, se vuoi, riparti con un altro test.
La regola che fa la differenza è cambiare una cosa sola per volta. Se modifichi insieme titolo, immagine e prezzo, alla fine non sai a cosa è dovuto il risultato. Se vuoi approfondire la parte statistica, la voce Test A/B su Wikipedia è un buon punto di partenza.
Cosa puoi mettere a confronto con un A/B test?
Puoi testare quasi tutto quello che un cliente vede prima di decidere se contattarti o comprare. Gli elementi che di solito spostano di più i risultati sono questi:
- il titolo e il testo di un annuncio
- l’immagine o il video di una sponsorizzata
- l’offerta: sconto, omaggio, prova gratuita
- il pulsante di una pagina, nel testo e nella posizione
- la lunghezza di un modulo di contatto
- l’oggetto di un’email o di una newsletter
- il pubblico a cui mostri la campagna
Parti sempre da ciò che pesa di più. Cambiare l’offerta o il titolo muove i numeri molto più che cambiare il colore di un bottone.
Perché l’A/B test conta per la tua azienda?
Conta perché ti fa spendere meglio i soldi che stai già spendendo. Se un annuncio ti porta contatti a 20 euro l’uno e la variante te li porta a 14, con lo stesso budget hai più clienti potenziali senza aggiungere un centesimo.
C’è poi un secondo vantaggio, meno evidente: chi ha capito cos’è l’A/B test smette di discutere di opinioni. Il gusto personale non è una strategia. Un test ben fatto chiude la discussione in un paio di settimane e ti lascia un dato che puoi riutilizzare nelle campagne successive.
Infine riduce il rischio. Prima di rifare tutto il sito o di investire migliaia di euro su una nuova campagna, provi l’idea su una parte piccola del pubblico. Se funziona, la estendi. Se non funziona, hai perso poco. È lo stesso metodo che applichiamo nel nostro servizio di advertising: prima si prova, poi si aumenta il budget su ciò che ha dimostrato di rendere.
Quanto deve durare un A/B test e quanti dati servono?
Deve durare abbastanza da raccogliere numeri che non dipendano dal caso, di solito almeno una o due settimane. Così copri sia i giorni feriali sia il weekend, quando le persone si comportano in modo diverso.
Sul volume non esiste un numero magico, ma il principio è chiaro: con 3 contatti contro 5 non hai dimostrato niente. Ti servono almeno alcune decine di risultati per versione, meglio ancora un centinaio, prima di dichiarare un vincitore. Più la differenza tra le due versioni è piccola, più dati ti servono per fidarti.
Se hai un budget ridotto o poco traffico, fai meno test ma più netti. Metti a confronto due offerte davvero diverse, non due sfumature dello stesso testo. Le differenze grandi si vedono anche con pochi dati.
Quali errori evitare quando fai un test?
L’errore più comune è fermare il test troppo presto, appena una versione sembra in vantaggio. Nei primi giorni i risultati oscillano parecchio, e chi parte bene non sempre finisce bene.
Il secondo è cambiare più elementi insieme, come hai visto sopra. Il terzo è guardare il numero sbagliato: un annuncio può prendere tanti clic e portare pochi clienti. Decidi prima del test qual è il risultato che ti interessa davvero, che sia una richiesta di preventivo, una prenotazione o una vendita, e giudica solo su quello.
L’ultimo è non scrivere da nessuna parte cosa hai imparato. Ogni test, anche quello perso, ti dice qualcosa sui tuoi clienti. Tieni un elenco semplice con cosa hai provato, quanto è durato e chi ha vinto: dopo qualche mese avrai una mappa di ciò che funziona nel tuo settore, e sarà solo tua.
Ora che sai cos’è l’A/B test, il passo successivo è sceglierne uno solo e farlo partire: un annuncio, due titoli, due settimane. Poi guardi i numeri e decidi.
Miglioramento = (risultato B − risultato A) ÷ risultato A La versione A trasforma in contatti il 2% dei visitatori e la versione B il 2,6%? Il miglioramento è (2,6 − 2) ÷ 2 = 30%.
Un esempio pratico
Immagina uno studio dentistico che investe 600 € in annunci su Meta e li divide a metà tra due versioni: la A propone la prima visita gratuita, la B la pulizia dei denti a 49 €. Dopo due settimane la A ha portato 12 richieste di appuntamento (25 € l'una), la B ne ha portate 20 (15 € l'una). Stessa spesa, 8 richieste in più: dal mese successivo tutto il budget va sulla versione B.