Albo influencer AGCOM: cosa cambia per chi fa impresa e lavora con i creator
Timeer Digital Studio ·

Hai sentito parlare dell’albo influencer AGCOM ma non hai capito se riguarda anche te e la tua azienda? Domanda legittima. Magari lavori già con qualche creator, o mandi ogni tanto un prodotto in omaggio sperando in una storia su Instagram. Fino a ieri era un terreno un po’ selvaggio. Oggi ci sono regole precise, e conviene conoscerle prima di firmare la prossima collaborazione.
Te lo spieghiamo in breve, senza linguaggio da avvocati.
Che cos’è l’albo influencer AGCOM?
L’albo influencer AGCOM è il primo elenco ufficiale degli influencer italiani, nato con la delibera AGCOM n. 197/25/CONS. In pratica l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni riconosce l’influencer come un professionista della comunicazione, con responsabilità e regole definite.
Facciamo un passo indietro. Per anni chiunque avesse un seguito poteva promuovere quello che voleva, come voleva. Con questa delibera l’era dell’influencer improvvisato finisce: circa 2.000 creator italiani diventano a tutti gli effetti operatori della comunicazione.
Una precisazione: tutti lo chiamano albo, ma tecnicamente è un elenco tenuto dall’AGCOM. La sostanza non cambia: chi c’è dentro ha degli obblighi.
Chi deve iscriversi all’albo?
Deve iscriversi chi supera una di queste due soglie:

- 500.000 follower su una singola piattaforma, che sia Instagram, TikTok, YouTube o un’altra
- 1 milione di visualizzazioni mensili negli ultimi sei mesi
Chi sta sotto può iscriversi comunque, in modo volontario. E qui la cosa ti riguarda: il micro-influencer della tua città con 20.000 follower non ha l’obbligo di iscrizione. Questo però non vuol dire che la pubblicità nascosta sia una buona idea: la trasparenza verso chi guarda resta una buona regola per tutti.
Come ci si iscrive e quali sono i tempi?
Ci si iscrive compilando il modulo online dell’AGCOM, che chiede quattro cose:
- nome o nickname pubblico
- link ai profili social
- dati aggiornati sulle metriche
- un indirizzo PEC, personale o dell’agenzia
L’Autorità pubblica poi un elenco ufficiale, aggiornato ogni anno ad aprile e a ottobre. Chi è iscritto deve scriverlo in modo visibile sul profilo, con la dicitura «in elenco AGCOM». Per avatar, personaggi digitali e profili creati con l’intelligenza artificiale la dicitura è «soggetto virtuale in elenco AGCOM». Sì, le regole valgono anche per loro.
Le tappe previste sono queste:
- 23 luglio 2025: approvazione della delibera
- novembre 2025: modulo di iscrizione online
- febbraio 2026: termine per completare la procedura, tre mesi dopo l’apertura del modulo
- primavera 2026: primo elenco ufficiale degli iscritti
Per te è utile saperlo: prima di ingaggiare un creator con numeri importanti puoi controllare se compare nell’elenco.
Quali regole deve rispettare un influencer iscritto?
Deve rispettare un Codice di condotta che poggia su tre pilastri: informazione corretta, rispetto della dignità delle persone e pubblicità trasparente.
- Correttezza dell’informazione: contenuti obiettivi e completi, rispetto del diritto d’autore, niente disinformazione.
- Rispetto della dignità umana: stop a messaggi d’odio, discriminazioni e contenuti che colpiscono le categorie più fragili. Qui le violazioni sono tra le più gravi.
- Comunicazioni commerciali trasparenti: se dietro c’è un brand, va dichiarato subito.
Il terzo pilastro è quello che ti tocca più da vicino. Gli hashtag da usare sono #pubblicità, #adv o #sponsorizzato. E attenzione: vale anche per omaggi, forniture gratuite e collaborazioni non pagate. Quel pacco regalo che mandi sperando in una storia? Se la storia arriva, va segnalata.
Il Codice vieta la pubblicità occulta e limita la promozione di prodotti delicati: tabacco, gioco d’azzardo, alcol e farmaci con ricetta. Sponsorizzazioni e inserimenti di prodotto vanno dichiarati, senza enfasi ingiustificata o descrizioni esageratamente persuasive.
Poi c’è il capitolo filtri e intelligenza artificiale. Quando una foto o un video è modificato in modo significativo, con filtri, ritocchi o contenuti generati dall’IA, va dichiarato. La buona fede non basta. La dicitura, per esempio «foto modificata», «video filtrato» o «contenuto alterato», deve comparire:
- tra le prime due informazioni del post
- entro i primi quattro hashtag
- con una grafica leggibile, in contrasto con lo sfondo
Infine i minori. È vietato pubblicare contenuti dannosi per il loro sviluppo. Chi coinvolge bambini o adolescenti deve tutelarne la privacy e usare le funzioni delle piattaforme per limitarne la visibilità. E non è ammesso far leva su ingenuità, paura o superstizione di chi guarda.
Cosa rischia chi non rispetta le regole?
Le sanzioni previste con l’albo influencer AGCOM arrivano fino a 600.000 euro. L’Autorità vigila sugli iscritti e anche su chi dovrebbe iscriversi e non lo fa: può chiedere documenti e fare verifiche o ispezioni insieme a Guardia di Finanza e Polizia Postale.

- fino a 250.000 euro per pubblicità occulta o mancanza di trasparenza
- fino a 600.000 euro per le violazioni più gravi, come quelle sulla tutela dei minori
- sospensione o esclusione dall’albo per chi continua a non iscriversi
C’è anche un modulo online con cui qualsiasi utente può segnalare una violazione. Tradotto: i controllori non stanno solo all’AGCOM, stanno anche tra i follower.
E se a finire nei guai è il creator che promuove il tuo prodotto? Il danno d’immagine arriva dritto al tuo marchio. Una reputazione si costruisce in anni e si rovina in un post.
E nel resto d’Europa come funziona?
Con queste regole l’Italia si allinea agli standard europei. La Francia era arrivata prima, con la legge n. 2023-451 del 9 giugno 2023, conosciuta come Influencer Act.
La legge francese impone agli influencer di:
- dichiarare ogni contenuto sponsorizzato
- firmare contratti scritti con i brand
- rispettare divieti su chirurgia estetica, criptovalute e gioco d’azzardo
Nota il secondo punto. Il contratto scritto con il creator è una buona abitudine anche da noi: quando le cose sono nero su bianco, nessuno può dire «non lo sapevo».
Cosa cambia per la mia azienda se lavoro con gli influencer?
Cambia che la collaborazione con un creator va trattata come una campagna pubblicitaria vera, con regole chiare fin dall’inizio. Non è una cattiva notizia: più regole significa più credibilità, e la credibilità è proprio quello che compri quando scegli un influencer.
In pratica, dopo l’albo influencer AGCOM conviene fare così:
- controlla i numeri del creator: se supera le soglie, verifica che sia in elenco
- metti per iscritto cosa pubblicherà, quando e con quali diciture
- chiedi sempre la segnalazione della sponsorizzazione, anche se gli hai solo regalato il prodotto
- evita foto e video ritoccati non dichiarati: se il risultato del tuo prodotto è aiutato da un filtro, va detto
- se il tuo settore è tra quelli delicati, come alcol o gioco, informati prima di partire
Il futuro di questo settore si misura in credibilità, non solo in engagement. Vale per gli influencer e vale per le community che si creano intorno a un marchio: ne abbiamo parlato nell’articolo su community e marketing.
Se vuoi inserire gli influencer in un piano serio, è un lavoro di marketing strategy: scegliere il creator giusto per il tuo pubblico, definire il messaggio, misurare i risultati. Per capire come lavoriamo, dai un’occhiata ai nostri progetti.
In sintesi
- L’albo influencer AGCOM nasce con la delibera n. 197/25/CONS e riguarda circa 2.000 creator italiani.
- L’iscrizione è obbligatoria sopra i 500.000 follower su una piattaforma o 1 milione di visualizzazioni mensili.
- Ogni contenuto promozionale va dichiarato con #pubblicità, #adv o #sponsorizzato, omaggi compresi. Filtri e contenuti generati dall’IA vanno segnalati.
- Le sanzioni arrivano a 250.000 euro per la pubblicità occulta e a 600.000 euro per le violazioni più gravi.
- Per chi fa impresa cambia il metodo: accordi scritti, sponsorizzazioni dichiarate, creator scelti con criterio.
Stai pensando a una campagna con gli influencer e vuoi farla nel modo giusto? Scrivici: ti aiutiamo a scegliere le persone giuste e a impostare tutto in regola.